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giovedì 20 gennaio 2011

Restauro: Considerare la bellezza del manufatto con la sua patina storica o rifarlo affinchè sembri nuovo?

Tempo fa mi sono trovata in una discussione su Facebook riguardante il restauro delle Terme del Corallo a Livorno.
A distanza di tempo vorrei prendere spunto da quella discussione per parlare di Restauro, una disciplina delicata che riguarda gli architetti ed i conservatori del patrimonio storico; credo che affronterò quest'argomento in una serie di post.
In questi post parlerò delle mie sensazioni sul Restauro di acuni monumenti e siti archeologici che ho potuto vedere da vicino durante alcuni viaggi che ho compiuto.
Non vorrei ora stare a spiegare tutta la teoria del Restauro, ma credo sia giusto dare alcuni cenni storici.

Oggi giorno le parole Restauro, Ristrutturazione e Conservazione sono entrate a far parte del quotidiano, ma quanto si sa realmente su questi concetti?
E, davvero tutti gli specialisti del campo possono vantare la loro professionalità quando hanno a che fare con il Restauro?


Parlare oggi di Restauro significa prendere atto delle distinte teorie che si sono susseguite o accavallate nel corso dei secoli, vi sono state molte tesi antagoniste, molti storici hanno dato vita a trattati contrapposti, questo ha fatto sì che attualmente il Restauro è una disciplina che si appoggia ad interventi nettamente in conflitto tra loro.

Anticamente il Restauro veniva visto solo come una sorta di manutenzione dell'edificio.
È alla fine del '700-inizi '800 che si è cominciato a vedere il Restauro anche dal punto di vista di conservazione del manufatto. In questo periodo vi sono stati vari esponenti importanti di questa dsciplina, ognuno di loro ha apportato dei concetti e delle teorie innovative nel campo, ma non c'è mai stata una visione oggettiva e generale di tale materia.
Due erano le tendenze sul Restauro: una che tendeva ad un "Restauro stilistico", un ripristino del bene architettonico rifacendo e sostituendo le parti mancanti, tra gli esponenti maggiori di questo tipo d'intervento va citato Viollet-Le-Duc; un' altra forma di Restauro preferiva un intervento che si distingueva, cioè le parti mancanti dovevano poter essere notate.
A queste due teorie si contrapposero le idee degli storici Ruskin e Morris che erano contro i restauri, in quanto danneggiavano l'edificio, ed esteticamente non si notava più la patina del tempo e non restavano parti autentiche.


L'800 ha segnato delle linee guida per il Restauro; fino ad oggi si sono susseguite altre figure principali che si sono schierate a favore di un tipo o dell'altro di conservazione, apportando alcune innovazioni come ha fatto lo storico Giovannoni che ha suddiviso il Restauro in varie categorie, classificandolo in base alle necessità. Secondo la sua teoria abbiamo ad esempio un Restauro di consolidamento, che mira alla staticità strutturale dell'edificio, o un Restauro che rimuove tutte le superfetazioni, le parti non originali aggiunte nei vari secoli all'edificio che ne cambiano l'aspetto, ed ancora, un Restauro di completamento che serve a sostituire le parti andate perdute con parti riconoscibili.
Insomma, i nostri beni architettonici hanno subito da parte di questa disciplina molteplici interventi e quasi sempre in contraddizione tra loro. Al giorno d'oggi è praticamente difficile incontrare un'opera architettonica ben restaurata, purtroppo di mezzo vi sono anche conflitti politici ed economici, che creano ancora più problemi attorno a questa disciplina.


Ma ora iniziamo a parlare del Complesso Liberty delle Terme del Corallo a Livorno, che ho citato all'inizio; un esempio come tanti di un manufatto storico fatiscente del nostro Paese, abbandonato a se stesso.


Una meraviglia di opera architettonica dell'800 lasciata a marcire e dimenticata, un pezzo del puzzle del nostro patrimonio.
Nella discussione sul manufatto notai che molti parlavano di restaurarlo, volendo farlo tornare alle sembianze originarie.
E qui inizia la parte complicata: bisogna andare con i piedi di piombo con questo tipo di Restauro, oggi molti beni del patrimonio restaurati sembrano nuovi e finti.
Prima di arrivare a conclusioni che sembrano le più ovvie o le più affascinanti, bisogna tener conto di altri parametri che possono influenzare il Restauro intero.
Bisogna cercare di capire la fatiscenza del bene architettonico da cosa deriva, se è solo una patina storica che si è creata con il passare degli anni e gli interventi che il manufatto ha subito, o se vi è stata una degenerazione dovuta a cause ambientali, o ancora se vicende come guerre etc. ne hanno alterato l'aspetto.


Bisogna vedere la parte strutturale in che condizioni versa, verificare se la vegetazione può aver intaccato il manufatto con le radici, insomma prendere atto ed essere consapevoli del tipo di intervento che si adotterà. Bisogna porre maggiore attenzione anche ai tipi di intonaci o pitture che si utilizeranno, avere attenzione anche nel voler per forza rifare gli affreschi. Un manufatto architettonico con la sua patina storica è molto suggestivo così per come appare; bisognerebbe cercare di intraprendere un intervento quanto meno invasivo possibile, per continuare a leggere e ad apprezzare l'epoca storica nel quale esso ha vissuto.

Per chi abbia trovato interessanti queste riflessioni preliminari, continuerò il discorso in altri, prossimi post.

mercoledì 5 gennaio 2011

L'Inverno nel Design

Le vacanze natalizie sono finite, ma siamo ancora all'inizio dell'inverno, ed ho trovato oggetti originali che interpretano il freddo ed il gelo...


Icedrop Candle, è un portacandele realizzato a mano in vetro trasparente, di Mehtap Obuz.
Si può appoggiare sul bordo di uno scaffale o di un tavolo e l'effetto è straordinario, dà la sensazione di ghiaccio che si scioglie.


Il Portafrutta Fruit Bowl del designer Gijs Bakker, realizzato in acciaio, è ispirato ad una goccia d'acqua che cade...



Outofstock ha ideato "Winter Arrives", una serie di sgabelli dove il cuscino delle sedute simula uno strato di neve che vi si è accumulato.

Tra le sedute abbiamo anche quella a forma di slittino...


Outofstock è un gruppo di designer di diversi paesi che collaborano con sede principale a Stoccolma, i loro progetti sono originali ed ispirati ai giovani.





Infine abbiamo l'installazione "Winter Project 1972" realizzata dallo studente di comunicazione visiva Adrian Merz, che si è inventato con migliaia di post-it bianchi di ricoprire tutto l'arredamento del living. Così ha dato la sensazione di un ambiente invernale, ha anche realizzato un kit fai da te, per imitare questa soluzione originale.



E concludo augurandovi di passare queste fredde giornate invernali creando e realizzando le vostre ispirazioni...

venerdì 24 dicembre 2010

Auguri!!!

Auguri a tutti voi!!!



Architettura Take Away

sabato 18 dicembre 2010

Aspettando il Natale con il Design

Bene, ormai manca poco al Natale, e parliamo di design natalizio...



Ricercando un po', ho trovato vari oggetti originali, come le lampade da terra Slide-Lightree, della designer Loetizia Censi. In polietilene stampato, hanno la forma dell'abete di natale, simpatiche da collocare in terrazza o in casa per illuminare le nostre serate festive.





Simpatico è anche Il Panettone in versione Pantone, ideato dallo Studio londinese Purpose. Realizzato in 5 colori della paletta Pantone, è un'idea carina per il classico panettone sotto l'albero, ed una scusa per i patiti del design per portarlo in tavola durante le feste.




Le lampade Astro di Metal Lux, in metallo cromato con vetri trasparenti, sembrano ricordare le arricciature dei fiocchi dei regali.








Lo studio cileno gt2P ha creato per il natale 2010 Twin Shelves, scaffali bianchi modulari con forme morbide, ottenute con un design parametrico, utilizzando la geometria Voronoi. Da punti digitali si sono convertite le forme in oggetti reali.
Realizzati in MDF laccato, questi scaffali possono essere anche uniti ed essere utilizzati come librerie, o come ripiani per riporre oggetti, libri e quant'altro.






Ed infine le Christmas Pudding Bin Bags, dei designer Wieden e Kennedy, un'idea insolita per il dopo cena delle feste, quando ci si ritrova con molte buste riempite di spazzatura fuori la porta di casa. Allora perchè non rendere la cosa simpatica, utilizzando queste buste con disegnato su un pudding natalizio...

sabato 4 dicembre 2010

Le Foglie di Design non sono decidue

È ancora Autunno, e le foglie cadono. Guardando gli alberi, in questi giorni mi sono chiesta se nel campo del Design le foglie continuano ad ispirare gli artisti ed i designer, così ricercando ho trovato qualcosa di interessante...


L'artista Fabrizio Corneli ha pensato a questa poltroncina "Foglia" realizzata in lamiera e tondini di ferro verniciati in verde, con cuscini in dacron e cotone verde. La forma richiama una foglia piegata, la poltroncina è stata oggetto di molte esposizioni da parte dell'artista.


Questi piatti a forma di foglia sono della Designer Nao Tamura, che si è ispirata alla natura nella sua tradizione giapponese. Questi piatti-foglia somigliano alle foglie del ciliegio, sono in silicone vellutato ed, essendo anche flessibili, possono essere arrotolati attorno al cibo o piegati; sono adatti a lavastoviglie e microonde, ed ottimi anche per pic-nic all'aperto.
La designer, che lavora a New York, con questo piatto "Seasons" ha vinto il premio al Salone Satellite 2010 nel campo del food design. Ogni piatto ha una forma e dimensione diversa, così da creare una suggestiva composizione naturale a tavola.


"Dew Drop" è un innaffiatoio originale, formato da una foglia che irriga le piante con il principio della condensazione, estraendo con un dispositivo l'acqua dall'aria. Si mette la foglia artificiale nel vaso e si collega alla spina, in questo modo si crea condensa sulla foglia che ricade nel vaso mantenendo sempre le nostre piante irrigate.
Un'idea simpatica del designer Jacky Wu soprattutto per quando si va in vacanza e non si possono innaffiare le piante, però se in casa vi è un condizionatore il sistema non funzionerà, in quanto l'aria condizionata rimuove dall'aria il vapore acqueo.



Tent Husky, del giovane designer ceco Ondřej Václavík, è una tenda da campeggio che richiama la forma di un ramo con le venature di una foglia, creando sia una struttura flessibile che si adatta bene all'esterno, piegandosi al vento, sia una forma stabile che si inserisce tranquillamente nella natura.



Il giovane designer ha studiato design all'Accademia di Praga, ed il progetto della tenda Husky è stato presentato al Designblok di Praga.



Al posto dei classici Post-it, il designer coreano Jong-hwan Kim ha inventato delle foglie adesive Leaf-it dove prendere appunti o da utilizzare come segnalibri. Queste piccole foglie adesive sono state utilizzate anche per alcune installazioni artistiche.

Installazione Martino Design a Bologna

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