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mercoledì 30 marzo 2011

Tempo e Design: orologi insoliti

Voglio parlarvi di Tempo e Design, perchè è un argomento che mi ha sempre interessato.
Sin dalle epoche remote il Tempo ha affascinato gli uomini: dall'antica misurazione con clessidre e meridiane fino agli orologi odierni, l'uomo ha sempre cercato di misurare il tempo con quanta più precisione possibile.
Secondo Platone il Tempo era l'immagine mobile dell'eternità.

Mi chiedevo quindi se esistono orologi particolari al giorno d'oggi, e ne ho scovati vari davvero insoliti.

Ve ne presento alcuni, come il Manifold Clock, ideato da Cameron e Klinger dello Studio VE. Il Manifold è un orologio con le lancette applicate ad una striscia di Tyvek. Le lancette, girando per segnare l'ora, fanno in modo che la striscia crei delle spirali-ventaglio.
Un orologio molto creativo che potrebbe tranquillamente sostituire un quadro su di una parete, per l'effetto di giochi di colore che crea.







Una versione simile è il Fan Clock, del giovane designer Stanislav Katz, che si è ispirato ad un modello di disegno cinese. Le lancette, muovendosi, aprono un ventaglio di colore come a sottolineare il tempo che passa.





Altro orologio insolito è il Meaning of Time, del designer Bomi Kim. È un orologio formato da un cilindretto centrale che ha due fori, uno per l'ora ed uno per i minuti, nei quali si possono inserire vari oggetti, che sostituiranno le lancette.
Si possono inserire rametti, matite, e tutto ciò che la fantasia ci suggerisce, una maniera semplice e simpatica per personalizzare il nostro orologio.






Sembra una sorta di meridiana il Bulbdial-Clock, di Ironic Sans. Costituito da un paletto centrale e tre fonti di luce che girano su tre anelli, sfrutta le ombre per segnare l'ora. Il primo anello, quello interno, compie un giro al minuto, quello centrale ad ogni ora, e quello esterno ruota ogni 12 ore.
In questa maniera vengono gettate le ombre dalle fonti di luce sul paletto centrale, e si determinerà l'ora esatta.
Una versione moderna dell'antica meridiana, che ha sempre affascinato gli appassionati di orologi, l'unico inconveniente è che non funziona alla luce del sole, strana ironia.





Ed infine vi saluto con un orologio umano, che più che un orologio è un concept, l'Human Clock di Romain Laurent, l'orologio fatto con le persone...






giovedì 17 marzo 2011

Anche il Design festeggia l'Italia

Anche il Design ha pensato di festeggiare l'Italia oggi, Auguri Italia!


Il designer Alessandro Dubini ha creato per i 150 anni dell'Italia, l'appendiabiti Aster, con il quale è stato premiato dal Good Design Awards 2010.
Aster, prodotto dalla marca Zanotta, è stato realizzato in nastro di acciaio verniciato.



Per questa festività, Edra ha prodotto la poltrona Vermelha dei fratelli designer Campana.
Edra ha una la lavorazione artigianale abbastanza complicata in quanto la seduta è stata realizzata con vari intrecci. Ci son voluti ben cinquecento metri di una corda particolare per "tessere" questa seduta, una corda internamente fatta di acrilico ed esternamente rivestita di cotone.




Per L'Unità D'Italia, invece, Piero Fornasetti ha pensato al tris di vasi Fratelli d'Italia, decorati con tre facce che richiamano il volto-icona del suo Design.



E concludo con l'opera "Stracci d'Italia" dell'artista Michelangelo Pistoletto che sarà presentata alla Torre Cilindrica del castello Normanno svevo a Salemi, città dove fu issata nel 1860, da Garibaldi, la prima bandiera del tricolore.

domenica 13 febbraio 2011

Acqua ed Eco-Design

In questi giorni umidi e con pioggia riflettevo sull'acqua e la sua utilità, così ho pensato di cercare un po' di idee interessanti e al riguardo ho trovato vari progetti ed idee eco-sostenibili.L'acqua, si sa, è un elemento vitale insostituibile, molti ricercatori stanno lavorando a vari progetti per conservare, purificare o riciclare l'acqua.

Partiamo da idee su piccola scala, come il purificatore di acqua C-Water del designer Chao Gao che utilizza una tecnica di filtrazione dell'acqua mediante evaporazione e condensazione, utilizzando i raggi solari.
C-Water è un oggetto sottile fornito di serbatoio, si può far galleggiare sull'acqua del mare, dove ad un'estremità entra l'acqua la quale, evaporando con il calore del sole, crea gocce di condensa che vengono raccolte dalla sezione a fisarmonica, che a sua volta fa scendere l'acqua nella sezione apposita. Può essere anche compattato ad altri C-Water per ottenere un serbatoio più grande.


Un'idea semplice che ha vinto il secondo premio all'IIDA, l'Incheon International Design Awards 2010, organizzato ad Incheon nella Corea del Sud, praticamente potrebbe diventare un kit di sopravvivenza per viaggiatori.





Ma parliamo di dispositivi di purificazione dell'acqua su vasta scala.
Bisogna dire che un aspetto molto importante da considerare quando si parla di acqua, è quello dei paesi sottosviluppati, dove vi è un'attenta ricerca da parte di studiosi e designer volta a trovare una maniera per fornire acqua.

Savior Bud dei designer Kim Hyo e Seol Ah Sun, è un sistema di raccolta dell'acqua e purificazione della stessa dalle foglie degli alberi.

Presentato al Seoul Design Fair 2010 è stato pensato specialmente per l'Africa, dove l'acqua che vi si trova non è utilizzabile.



Savior Bud si attacca alle estremità dei rami degli alberi e ne chiude le foglie come una pinza, diventando una sorta di mini serra. Le foglie devono essere di tipo largo, l'umidità rilasciata da queste in 4 ore riempirà una tazza d'acqua, basta girare come un rubinetto la parte inferiore del dispositivo per far scendere l'acqua.




Un altro sistema è Rain Drops del designer Evan Gant, che raccoglie e purifica l'acqua piovana.
Nei paesi sottosviluppati è di estrema importanza avere acqua pulita a disposizione, perchè lavarsi le mani in quei paesi può ridurre il tasso di mortalità, che deriva molto spesso da malattie trasmesse per acqua infetta.
Rain Drops, raccoglie l'acqua piovana dalla grondaia del tetto con semplici bottiglie in plastica (PET), un sistema semplice ma ingegnoso. Le bottiglie vengono attaccate a dei beccucci in plastica che sono collegati alle grondaie, così l'acqua scende direttamente nelle bottiglie.
E da qui inizia la purificazione, perchè l'acqua trovandosi nelle bottiglie di plastica è sottoposta al processo SODIS (solar water disinfection), cioè viene disinfettata dai microorganismi patogeni grazie al calore e ai raggi UV del sole.



Il metodo SODIS, rispetto ad altri metodi di purificazione dell'acqua, è quello che presenta numerosi vantaggi, sia dal punto di vista economico dato il bassissimo costo, quasi nullo, sia dal punto di vista della manutenzione non necessaria, è estremamente facile da utilizzare, non dipende da macchinari, ed è utile in zone isolate.

Rain Drops è stata l'idea vincitrice del concorso Design for Poverty





Poi abbiamo IARA, un sistema di approviggionamento di acqua potabile, ideato dallo studio Baita Design, che raccoglie e purifica l'acqua piovana rendendola potabile, utilizzando il sistema di evaporazione.

Praticamente raccoglie l'acqua sporca in cinque bottiglie esterne, e per evaporazione e condensazione depura l'acqua che viene immessa poi nella bottiglia centrale.

Adottando foglie larghe come quelle di banano, si può avere maggior raccolta di acqua piovana.


Iara può essere anche trasportabile come un trolley, comodo per spostarsi a grandi distanze.




E concludo con una simpatica performance sul riciclaggio delle bottiglie in PET che Stuart Haygarth ha realizzato per Design Miami 2007.
Si tratta di "Drop", un lampadario realizzato con basi di bottiglie di plastica di acqua raccolte nell'aereoporto di Stansted a Londra; in tutto circa 1800 bottiglie.
L'artista ha voluto sottolineare l'aspetto del riciclaggio, creando un'opera fatta di centinaia di bottiglie vuote di plastica che lasciamo ovunque, e fa notare che le bottiglie di plastica sono ormai "littering" (elementi di imbrattamento) dei nostri paesaggi.
Per realizzare il Drop Chandelier, Haygarth ha tagliato le basi di moltissime bottiglie, per poi metterle in un contenitore per cemento contenente sabbia ed acqua e tramite un processo ha ottenuto una plastica sabbiata, con effetto di vetro smerigliato.


La realizzazione è stata una performance esibita in diverse mostre, con la partecipazione del pubblico che ha contribuito a lasciare la propria bottiglia di plastica vuota

giovedì 20 gennaio 2011

Restauro: Considerare la bellezza del manufatto con la sua patina storica o rifarlo affinchè sembri nuovo?

Tempo fa mi sono trovata in una discussione su Facebook riguardante il restauro delle Terme del Corallo a Livorno.
A distanza di tempo vorrei prendere spunto da quella discussione per parlare di Restauro, una disciplina delicata che riguarda gli architetti ed i conservatori del patrimonio storico; credo che affronterò quest'argomento in una serie di post.
In questi post parlerò delle mie sensazioni sul Restauro di acuni monumenti e siti archeologici che ho potuto vedere da vicino durante alcuni viaggi che ho compiuto.
Non vorrei ora stare a spiegare tutta la teoria del Restauro, ma credo sia giusto dare alcuni cenni storici.

Oggi giorno le parole Restauro, Ristrutturazione e Conservazione sono entrate a far parte del quotidiano, ma quanto si sa realmente su questi concetti?
E, davvero tutti gli specialisti del campo possono vantare la loro professionalità quando hanno a che fare con il Restauro?


Parlare oggi di Restauro significa prendere atto delle distinte teorie che si sono susseguite o accavallate nel corso dei secoli, vi sono state molte tesi antagoniste, molti storici hanno dato vita a trattati contrapposti, questo ha fatto sì che attualmente il Restauro è una disciplina che si appoggia ad interventi nettamente in conflitto tra loro.

Anticamente il Restauro veniva visto solo come una sorta di manutenzione dell'edificio.
È alla fine del '700-inizi '800 che si è cominciato a vedere il Restauro anche dal punto di vista di conservazione del manufatto. In questo periodo vi sono stati vari esponenti importanti di questa dsciplina, ognuno di loro ha apportato dei concetti e delle teorie innovative nel campo, ma non c'è mai stata una visione oggettiva e generale di tale materia.
Due erano le tendenze sul Restauro: una che tendeva ad un "Restauro stilistico", un ripristino del bene architettonico rifacendo e sostituendo le parti mancanti, tra gli esponenti maggiori di questo tipo d'intervento va citato Viollet-Le-Duc; un' altra forma di Restauro preferiva un intervento che si distingueva, cioè le parti mancanti dovevano poter essere notate.
A queste due teorie si contrapposero le idee degli storici Ruskin e Morris che erano contro i restauri, in quanto danneggiavano l'edificio, ed esteticamente non si notava più la patina del tempo e non restavano parti autentiche.


L'800 ha segnato delle linee guida per il Restauro; fino ad oggi si sono susseguite altre figure principali che si sono schierate a favore di un tipo o dell'altro di conservazione, apportando alcune innovazioni come ha fatto lo storico Giovannoni che ha suddiviso il Restauro in varie categorie, classificandolo in base alle necessità. Secondo la sua teoria abbiamo ad esempio un Restauro di consolidamento, che mira alla staticità strutturale dell'edificio, o un Restauro che rimuove tutte le superfetazioni, le parti non originali aggiunte nei vari secoli all'edificio che ne cambiano l'aspetto, ed ancora, un Restauro di completamento che serve a sostituire le parti andate perdute con parti riconoscibili.
Insomma, i nostri beni architettonici hanno subito da parte di questa disciplina molteplici interventi e quasi sempre in contraddizione tra loro. Al giorno d'oggi è praticamente difficile incontrare un'opera architettonica ben restaurata, purtroppo di mezzo vi sono anche conflitti politici ed economici, che creano ancora più problemi attorno a questa disciplina.


Ma ora iniziamo a parlare del Complesso Liberty delle Terme del Corallo a Livorno, che ho citato all'inizio; un esempio come tanti di un manufatto storico fatiscente del nostro Paese, abbandonato a se stesso.


Una meraviglia di opera architettonica dell'800 lasciata a marcire e dimenticata, un pezzo del puzzle del nostro patrimonio.
Nella discussione sul manufatto notai che molti parlavano di restaurarlo, volendo farlo tornare alle sembianze originarie.
E qui inizia la parte complicata: bisogna andare con i piedi di piombo con questo tipo di Restauro, oggi molti beni del patrimonio restaurati sembrano nuovi e finti.
Prima di arrivare a conclusioni che sembrano le più ovvie o le più affascinanti, bisogna tener conto di altri parametri che possono influenzare il Restauro intero.
Bisogna cercare di capire la fatiscenza del bene architettonico da cosa deriva, se è solo una patina storica che si è creata con il passare degli anni e gli interventi che il manufatto ha subito, o se vi è stata una degenerazione dovuta a cause ambientali, o ancora se vicende come guerre etc. ne hanno alterato l'aspetto.


Bisogna vedere la parte strutturale in che condizioni versa, verificare se la vegetazione può aver intaccato il manufatto con le radici, insomma prendere atto ed essere consapevoli del tipo di intervento che si adotterà. Bisogna porre maggiore attenzione anche ai tipi di intonaci o pitture che si utilizeranno, avere attenzione anche nel voler per forza rifare gli affreschi. Un manufatto architettonico con la sua patina storica è molto suggestivo così per come appare; bisognerebbe cercare di intraprendere un intervento quanto meno invasivo possibile, per continuare a leggere e ad apprezzare l'epoca storica nel quale esso ha vissuto.

Per chi abbia trovato interessanti queste riflessioni preliminari, continuerò il discorso in altri, prossimi post.

mercoledì 5 gennaio 2011

L'Inverno nel Design

Le vacanze natalizie sono finite, ma siamo ancora all'inizio dell'inverno, ed ho trovato oggetti originali che interpretano il freddo ed il gelo...


Icedrop Candle, è un portacandele realizzato a mano in vetro trasparente, di Mehtap Obuz.
Si può appoggiare sul bordo di uno scaffale o di un tavolo e l'effetto è straordinario, dà la sensazione di ghiaccio che si scioglie.


Il Portafrutta Fruit Bowl del designer Gijs Bakker, realizzato in acciaio, è ispirato ad una goccia d'acqua che cade...



Outofstock ha ideato "Winter Arrives", una serie di sgabelli dove il cuscino delle sedute simula uno strato di neve che vi si è accumulato.

Tra le sedute abbiamo anche quella a forma di slittino...


Outofstock è un gruppo di designer di diversi paesi che collaborano con sede principale a Stoccolma, i loro progetti sono originali ed ispirati ai giovani.





Infine abbiamo l'installazione "Winter Project 1972" realizzata dallo studente di comunicazione visiva Adrian Merz, che si è inventato con migliaia di post-it bianchi di ricoprire tutto l'arredamento del living. Così ha dato la sensazione di un ambiente invernale, ha anche realizzato un kit fai da te, per imitare questa soluzione originale.



E concludo augurandovi di passare queste fredde giornate invernali creando e realizzando le vostre ispirazioni...
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