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martedì 29 luglio 2014

Prossima fermata: green bus stop

Quante volte mi è capitato, seduta ad un bus-stop, di pensare, cercando di vincere la noia dell'attesa, a pensiline, sedute, paline, pannelli, e sulle loro possibili migliori soluzioni.
Sono davvero tanti i bus-stop al mondo e ne esistono di diversi tipi, alcuni sono davvero stravaganti ed ecclettici, per non dire inguardabili, e la maggior parte vengono utilizzati soprattutto per scopi pubblicitari, ma la mia attenzione si è posata sui GREEN bus-stop, o bus stop ecologici.
Ma innanzitutto chiariamo cos'è un bus stop. Praticamente è la semplice fermata di autobus, quindi un arredo urbano, e visto che negli ultimi anni le problematiche green si fanno sempre più sentire, avere  bus stop a favore della natura e del benessere dei cittadini non è da poco.
Devo dire però che non ho trovato molto materiale al riguardo, evidentemente i green bus stop non fanno ancora parte di quelle problematiche prioritarie nelle nostre città ormai inquinate.
Ve ne segnalerò alcuni, giusto per darvi almeno un'idea di come saranno i bus stop green del futuro.
Ed ora a bordo, si parte con prossima fermata: green bus-stop!

1ª Fermata: "EyeStop"


Un bus-stop progettato per la città di Firenze da un gruppo di ricercatori sotto la direzione di Carlo Ratti del SENSEable City Lab del MIT (Massachusetts Institute of Technology).
EyeStop è una nuova maniera di intendere la classica pensilina della fermata.
È dotato di pannelli touch-screen interattivi alimentati da energia solare, sui quali si possono visualizzare le mappe della città, l'orario dei bus, la posizione esatta ed il percorso più breve per la destinazione scelta. 
Inoltre è dotato anche di Wi-Fi, luci a led, display con sensori per l'inquinamento ed interfaccia per i dispositivi mobili, così come un pannello per pubblicare annunci.
Insomma un bus-stop innovativo, dal design semplice ed al tempo stesso green, un'ispirazione ai prossimi bus stop del futuro.



photo © SENSEable City Lab



2ª Fermata: "Stop Solar"



Disegnato da Jae Pyung Lee, è un altro bus-stop innovativo ed ecologico. È dotato di illuminazione stradale, indicatori led, distributore di acqua automatico, stazione di ricarica e Wi-Fi.
Dotato anche di sediolini e ripiani di appoggio che si possono utilizzare all'occorrenza.



 photo © Jae Pyung Lee



3ª Fermata: "Vegetal bus stop"



Questo bus-stop dei designer francesi Florent Prat è praticamente una pensilina autoportante vegetale. Dotata di seduta con riciclo d'acqua piovana, luci led e muro vegetale per l'arredo urbano.
È la pensilina stessa curvata che ha duplice funzione, di seduta e copertura vegetale che contribuisce al decoro cittadino.


via http://www.designboom.com/project/vegetal-bus-stop/



4ª ed ultima Fermata: "The Urban Field Farm Stop".



Questa è un'idea dei "BCV Architects", un modo diverso di concepire un bus-stop ecologico, in questo caso non è tanto la struttura a richiamare l'attenzione, ma è il concetto di fermata dello stesso bus, inteso come spazio green per vendere prodotti agricoli.
Una farm-stop alla fermata del bus, un collegamento tra la rete di circolazione dei bus ed i mercati agricoli della città.
Di sicuro una novità che riesce a soddisfare sia la necessità di avere prodotti agricoli a km zero, sia quella di avere una rete di bus che riesce ad interagire con queste farm-bus stop.

photo © BCV Architects

lunedì 26 agosto 2013

Anche la paglia è un materiale

Sono attratta da materiali poco utilizzati, a volte chiamati "poveri", come questo.
Quando scrivo post del genere, cerco di capire l'utilizzo al giorno d'oggi di questo tipo di materiali e le loro caratteristiche principali.
Qui in Olanda mi capita spesso di vedere la paglia utilizzata per ricoprire i tetti, un po' per mantenere un'antica tradizione locale, un po' per isolarli in modo ecologico.
La paglia è un buon isolante acustico e termico, è durevole nel tempo ed è eco-compatibile. Sono molte le costruzioni che in parte o del tutto vengono realizzate con questo materiale. Certo non è solo qui in Olanda che viene utilizzato, ma mi hanno incuriosito le molte ristrutturazioni che ho visto di recente nelle campagne olandesi, o edifici nuovi, per i quali gli architetti hanno preso ad esempio tipologie e materiali costruttivi tradizionali.


Questa costruzione a Zoetermeer nei Paesi Bassi è una rivisitazione in chiave odierna dello stile delle case tradizionali olandesi. Disegnata dall'architetto Arjen Reas, è immersa in una zona rurale, rispettandone il contesto, infatti l'architetto ha utilizzato la paglia per rivestire gran parte dell'esterno, non solo per il tetto come si faceva tradizionalmente, creando così un gioco di equilibrio tra materiali locali tradizionali e materiali moderni.



photo © Kees Hageman-Arjen Reas




"Groote Scheere" di Bureau B+B, nell'Overijssel in Olanda, è una tenuta di campagna organizzata con 9 costruzioni + 1 pilota per edilizia residenziale-agricola.
Ogni casa ha una tipologia unica e un nome proprio a seconda del sito che occupa e dell'elemento naturale che la marca, ad esempio la "Creek Villa" è attraversata da un torrente e ha il tetto che funge da ponte. In questa maniera sono state organizzate e denominate anche tutte le altre residenze: Reed, Field, Flood, Forest, Creek, Lane, Pond, Border e quella pilota Entrance. Lo stile costruttivo delle varie tipologie è simile, così da creare un unico complesso che si riconosca.
La forma ricorda un po' gli antichi fienili, i tetti sono ricoperti di paglia, ma in una maniera diversa, la paglia è stata inserita all'interno di un telaio in legno, così da risultare a filo con il bordo del telaio, creando un effetto più elegante, una maniera diversa e più consona agli schemi minimalistici odierni.
Inserito nel landscape olandese, questo complesso è una maniera nuova per rivalutare il settore rurale dei Paesi Bassi.




photo © Lard Buurman




Questo era proprio un vecchio fienile abbandonato. Ripreso e ristrutturato dagli architetti olandesi dello studio Arend Groenewegen per essere trasformato in un moderno studio-ufficio.
Il nuovo progetto ha rispettato sia la la struttura principale, migliorandone il basamento, sia il tetto, ricoprendolo con nuova paglia secondo le tecniche costruttive attuali. Gli architetti hanno adottato le lamelle per rivestire gran parte dell'edificio per avere una buona ventilazione.
Un progetto di riutilizzo nel rispetto del contesto rurale olandese.



photo © Arend Groenewegen Architect




Abbiamo anche esempi diversi, fuori dall'Olanda, come "Casa na Areia" a Gràndola, in Portogallo dell'architetto Aires Mateus, 4 casette di un vecchio villaggio di pescatori ricostruite con materiali tradizionali, come il legno, la paglia, etc.
La sabbia è parte dell'arredamento, ricoprendo il suolo in cucina e nel living.





photo © Nelson Garrido




E chiudo con un altro esempio fuori dall'Olanda, il "Community Market", a Yusuhara in Giappone, un edificio che racchiude un mercato per prodotti locali ed un piccolo hotel con 16 camere.
Realizzato dall'architetto Kengo Kuma, è in parte rivestito in facciata da blocchi di paglia per isolarlo dalle infiltrazioni di acqua, vista la gran quantità di precipitazioni che spesso si riversano nella zona. I blocchi sono montati su perni di legno, in modo tale da poter ruotare ed assicurarne la ventilazione.



© Photo Takumi Ota, Kengo Kuma & Associate

martedì 18 dicembre 2012

Fatti di FANGO - Made of MUD

Strano parlare di qualcosa fatta di fango vero?
Oggetti, installazioni, parchi, etc. realizzati con questo materiale naturale.
Forse oggi si pensa poco al suo utilizzo ed alla sua natura per modellare oggetti o come materiale da costruzione, ma fin dall'antichità il fango è stato utilizzato nei modi più svariati.


Ho trovato un progetto, il "Mdula", nato dalla collaborazione dell' UIAH (University of Arts and Design Helsinki) con il WWF.
Si tratta di un concetto di produzione di stufe a biomassa realizzate in fango, una ricerca svolta da cinque studenti provenienti da diverse parti del mondo. Il progetto, grazie agli sponsor, ha preso il via in Malawi, nel Chembe Village, nel 2004.








"Mud Brick Spiral" dell'artista Elin Hansdottir è un'installazione realizzata con il fango, in collaborazione con otto artigiani locali. Una spirale pensata per la Marrakech Biennale del 2012, un'opera realizzata per il villaggio di Tassoultante, in Marocco.







"MudWorks" di Anna Heringer è un'altra installazione, ma nasce come un esempio di come questo materiale può essere utilizzato per costruire pareti.
Una dimostrazione sull'utilizzo di murature di questo tipo, che sono solide e soprattutto possono sostituire le murature in cemento in alcune aree.
Quest'opera è stata realizzata nello spazio esterno dell' "Harvard Design School" di Gund Hall



Una targa posta su quest'installazione cita:  "Built with EARTH and WATER. Fashioned by the human HAND. As RESILIENT as concrete. This wall can be reclaimed by NATURE."
"Costruito in TERRA e ACQUA. Plasmato dalla mano dell'uomo. RESISTENTE come il cemento.Questo muro può essere reclamato dalla NATURA."




E visto che sono qui nei Paesi Bassi, volevo anche parlarvi di un progetto che sta nascendo da poco, aree di gioco immerse completamente nella natura, costruite con materiali naturali, come la terra, il fango, la sabbia e l'acqua. Il progetto chiamato Mud on your pants comprende sei aree gioco sparse in tutto il territorio olandese. Un modo originale di far relazionare i bambini alla natura.







E Vi lascio con queste texture...



Di seguito un link con varie texture a tema:

http://www.iwebdesigner.it/texture-photoshop/raccolta-di-mud-texture-photoshop-25027.html

martedì 6 novembre 2012

Muschio nel Design

Da quando sono approdata qui nei Paesi Bassi, mi sono sentita circondata da questo elemento naturale, che per me ha sempre avuto un fascino evocativo, mi ha sempre attratto ed ho scoperto che attrae anche molti designer, i quali si stanno sbizzarrendo ad utilizzarlo tanto negli oggetti, come nell'arredo e nelle installazioni.

Al London Festival of Architecture, le designer norvegesi Pushak, hanno presentato l'installazione "Moss your city" realizzata con il muschio.
Un percorso-labirinto organizzato con passaggi-grotte ricoperte di muschio.
Le designer volevano creare attenzione attorno al loro clima, che in condizione di umidità favorisce la nascita del muschio, così hano sperimentato nella città di Londra questa installazione.
Un progetto che come dicono: "esplora il rapporto tra l'architettura contemporanea della Norvegia con il suo paesaggio e le sue risorse naturali, in risposta alle condizioni locali di Londra."




photos © Pushak


MOSS design dello studio "Verde Profilo", è un esempio di come il muschio può essere utilizzato nell'arredo.
Dalle pareti agli oggetti di casa, i "Moss" hanno dado un tocco di muschio, creando effetti unici.



Si sono dedicati a creare una vera e propria paletta di colori, ispirandosi alle spezie ed alle erbe; come la malva, il cumino, la paprica, etc.

photos © Verde Profilo_MOSS design



La designer dello studio PIA design, si è divertita a sperimentare il muschio, inserendolo nei suoi tappeti, come il tappeto "Garden Rug", realizzando disegni con motivi naturalistici.
E come racconta lei stessa "What qualities can a living organism bring to an  otherwise inanimate object? "
Interessante da leggere è la sua Moss Story

photos © PIA design



Ultimamente anche nella "street art", si sta sperimentando il muschio, con spray per realizzarne graffiti sui muri. Artisti come Anna Garforth hanno realizzato scritte e disegni con questo spray, trovando una sorta di ricetta sul come prepararlo. Un'idea semplice ed efficace come soluzione ai graffiti, che a volte imbrattano i monumenti.





© Anna Garforth



Ed infine vari esperimenti vengono realizzati con il muschio, come "Moss Table", dei designer Alex Driver e Carlos Peralta in collaborazione con Paolo Bombelli.
Praticamente si tratta di un concept design, un tavolino con lampada che utilizza il muschio e la fotosintesi, per produrre un piccolo bio-sistema fotovoltaico.

Con questo esperimento, i designer mettono in evidenza il potenziale dell'energia fotovoltaica in un futuro.



photos © A. Driver, C. Peralta, P. Bombelli

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