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martedì 31 gennaio 2017

Children and Architecture

Architettura e bambini; affronto i due temi insieme, perchè molte volte mi è sorta spontanea la domanda del "se sappiamo progettare" per loro. Trovandomi di fronte a scuole, parchi giochi, ospedali pediatrici e via dicendo, cercavo in queste architetture l'ergonomia, lo spazio, la funzione degli stessi, uniti all'aspetto ludico e creativo, ma nella maggior parte dei casi mi ritrovavo ad osservare esercizi creativi di estetica, dalle forme bizzarre che sembravano simulare i giochi del bambino, con poco studio dedicato all'importanza del rapporto tra spazi e struttura, oppure poca funzionalità, risultando una semplice dimostrazione di approccio verso i più piccoli. Non ne faccio un discorso solo sul come si può progettare, ma anche sul come poter dotare i locali pubblici di spazi adatti ai bambini, ad esempio entrando in un bar, spesso ci si rende conto che la struttura è sprovvista di sedie, poltroncine o sgabelli adatti ai più piccoli, e non ha neanche un'area per soddisfare le esigenze ludiche, aspetti che, credo, potrebbero risolversi semplicemente dedicando mobiliario ed aree adatte a questi piccoli ospiti. Qui in Europa, nei paesi nordici, ho notato un'attenzione maggiore, verso questo tipo di architettura nei luoghi pubblici, come supermercati, banche, o semplicemente edifici del comune, dove c'era una zona o un punto gioco dedicato ai bambini.
image: © Architettura Take Away

È mia intenzione però sottolineare anche altri punti che accompagnano il discorso progettuale; punti psicologici, pedagogici e comportamentali che riguardano il bambino; non è affatto facile reperire documenti, tabelle, nozioni e materiale sul come pensare e realizzare questo tipo di architettura, sarebbe, invece, interessante vederne uno studio congiunto e dettagliato sui molteplici aspetti che la riguardano. Aspetti che dovrebbero essere alla base di questa progettazione, ed ho provato ad evidenziarne alcuni  che trovo fondamentali.

o) La parola più istintiva che ci suscita un bambino è GIOCO, l'aspetto ludico.
Quindi cos'è il gioco? Da un punto di vista psicologico è fondamentale per un bambino, e qui entrano in gioco (scusate il gioco di parole) :) gli psicologi infantili.
Piaget, lo psicologo svizzero, considerò nei suoi studi il gioco una fase fondamentale per i primi due anni di vita del bambino, come stimolo alle sensazioni, allo sviluppo cognitivo e psico-motorio.

o) L'elemento LUCE, sia essa naturale che artificiale, ha un'importanza basilare: la luce naturale ad esempio è utile nella crescita del bambino; quando si pensa ad una struttura dove alloggerà un bambino, il progetto dovrà essere ben corredato di vetrate, lucernari, pozzi di luce e tutto quel che serve per far entrare luce naturale diretta e indiretta, distribuendo una corretta superficie di illuminazione in proporzione alle aree, considerando quindi il soleggiamento e studiando le ombre.

o) Il COLORE altro aspetto fondamentale per il bambino, tutto ciò che lo circonda ha colore, e stimola le percezioni visive. I colori, secondo alcuni studi di cromoterapia, devono essere adatti ai più piccoli, stimolando sensazioni diverse rispetto ai diversi spazi, alle età di crescita, e curiosità verso i materiali utilizzati.

o) La NATURA. Aspetto bellissimo nell'architettura, trovo che sia un punto cruciale il rapporto che ha con i bambini. Vedo nascere tanti agri-asilo, e trovo interessanti le sensazioni e le percezioni tattili e olfattive che possono sviluppare i piccoli a contatto con la natura, una full-immersion del bambino tra gioco, attività e natura. Infatti il pedagogista tedesco Fröbel fu l'ideatore dei kindergarten, quello che noi definiamo il Giardino d'infanzia, anche se il senso da lui pensato fu diverso: intendeva proprio una scuola-giardino. Per Fröbel il bambino era come una pianta, doveva crescere in spazi liberi e naturali, ed ideó il giardino diviso in tanti piccoli spazi dove ogni bambino aveva a disposizione il proprio orticello da poter gestire e così avere un rapporto individuale e diretto con la natura. Le maestre erano denominate "maestre giardiniere" e dovevano essere preparate da un punto di vista pedagogico e psicologico per assecondare gli stimoli e la spontaneità dei bambini.
Insomma, un esempio da seguire. Ho trovato interessante anche che negli ultimi anni in Ontario è stato redatto un manifesto, una carta dei diritti del bambino, un manifesto che descrive il rapporto che devono avere i bambini con gli spazi aperti e con la natura, vi riporto cosa dice il manifesto:
"I bambini hanno il diritto di esplorare e giocare all'aperto. Ricerche dimostrano che i bambini che passano regolarmente tempo a contatto con la natura sono più sani e felici." Ontario Children's Outdoor Charter.

o) Altro punto, l'ECOSOSTENIBILITÀ, bisogna pensare a progettare con materiali bioecologici, utilizzare pitture atossiche, pensare all'approvviggionamento di risorse energetiche, come sistemi fotovoltaici, il riutilizzo dell'acqua piovana, l'utilizzo di sistemi per il riciclo.
Il mondo ha bisogno di bioarchitettura e di sistemi di riciclo, ed abituare i bambini sin dall'infanzia ad un rispetto dell'ecosistema è importante.
Ho trovato una sorta di classifica di scuole green, che ogni anno si sfidano a diventare la prima scuola green dell'anno: il Global Coalition for Green Schools.



o) La SICUREZZA e l' ERGONOMIA, davvero sono tutti ergonomici i mobili per l'infanzia?
Il mobiliario così come gli oggetti devono essere esclusivamente adatti ai bambini, con materiali atossici, e con una scheda di sicurezza riguardo l'utilizzo.
E gli spazi? rispettano davvero la normativa, o le varie fasi di crescita del bambino? Così come non ci dovrebbero essere barriere architettoniche, tema che dovrebbe anche essere superfluo, ed invece assistiamo spesso ancora ad un'evidente mancanza in tante strutture.

o) Altro punto, il DESIGN, il design ed il rapporto che ha con i bambini. Bruno Munari ci ha dimostrato che si può fare. I bambini possono imparare giocando, ed essere stimolati a costruire oggetti quotidiani, secondo il metodo che l'artista Munari propose nei suoi laboratori didattici negli anni '70.

o) La visione e la PERCEZIONE degli spazi. Ci siamo mai posizionati ad altezza bambino per poter visualizzare il loro mondo? Cambiano i punti di vista prospettici rispetto a quello che vediamo noi, e cambia la percezione dello spazio. La Montessori ci raccontava che bisogna pensare ad una giusta proporzione, per creare una prospettiva visiva migliore. Quindi studiare il loro punto di vista prospettico è un buona idea in fase di progettazione. o) E la MUSICA, sì, la musica che piace tanto ai bambini. È molto utile negli ambienti per rilassarli o per stimolarli. La musica, come il ballo, è stata sempre fondamentale per la percezione della libertà del movimento. I bambini hanno bisogno di musica, di sentire i suoni, di divertirsi muovendo il loro corpo in funzione del ritmo.
E questi sono vari aspetti che, penso, dovrebbero fondersi in un'unica architettura destinata ai bambini, così come una fusione di caratteristiche che stimolano il bambino, lo divertono ed interagiscono con lui. Ho scelto alcuni esempi da mostrarvi.


In questo progetto, ho notato l'importanza dello spazio in relazione al gioco ed al rapporto che ha con la natura, così come l'illuminazione, che sono alcuni punti chiave principali.
Si tratta di un asilo a Tokio, pensato da due architetti giapponesi, marito e moglie, Takaharu e Yui Tezuka, che hanno realizzato nel 2007 questa struttura pensando ai bambini che possono relazionarsi come vogliono agli spazi, avendo piena libertà di movimento, ad esempio, salire sul tetto ed utilizzarlo come spazio gioco. Questi due architetti, sempre vicini al mondo dei bambini, e lasciandosi ispirare dai figli, hanno pensato l'asilo come un playground, "The playground lets kids run forever".

photo: © Koji Sasahara




Un elemento aggiunto al Fuji Kindergarten, è il “Ring Around a Tree”. Uno spazio per l'attesa dell'autobus e l'entrata alla scuola, un elemento architettonico semplice come la scala che avvolge un albero, un albero di 50 anni, la zelkova, diventata simbolo per la gente del posto, perchè è riuscita a mantenersi in piedi durante un tifone. Un albero che ricorda agli anziani di quando loro ci si arrampicavano per giocare, diventando così gioco con la natura e fruizione della stessa in uno spazio architettonico.






Altro progetto che trovo interessante, è la scuola a Guastalla a Reggio Emilia, progettata dallo studio Mario Cucinella Architects nel 2014, pensata per sostituire la vecchia struttura crollata per il sisma del 2012. Un asilo progettato per 120 bambini, dove i vari setti che la compongono e si susseguono danno forma ad una struttura sinuosa, utilizzando il legno come materiale primario, lasciando entrare tanta luce naturale, diventando un tutt'uno con lo spazio circostante. I bambini possono così sentirsi a loro agio con un rapporto tra interno ed esterno continuo.



In questa scuola sono stati presi in considerazioni molti dei punti che ho tracciato prima, come la scelta dei materiali, quali il legno, il rapporto fondamentale con la natura, la scelta dell'illuminazione naturale, la forma degli spazi interni dedicati alle varie aree di crescita, la scelta dei colori che stimolano le percezioni e le sensazioni dei bambini.

photo: © Fausto Franzosi


Particolare attenzione è stata dedicata anche all'ecosostenibilità, come l'utilizzo di sistemi per la raccolta di acqua piovana, l'isolamento termico, la collocazione di un impianto fotovoltaico sul tetto.


Paul Chevallier School progettata dallo studio francese Tectoniques, a Lyon in Francia, è un altro esempio di scuola che ha un forte rapporto con la natura, costruita su di un pendio boscoso del parco Brosset, sfruttando la morfologia del terreno, è stata progettata per integrarsi nel contesto naturale. Gli architetti hanno realizzato un tetto giardino con prato e fiori, che ricopre l'intera scuola,  sottolineando l'importanza che hanno voluto dare all'intero progetto. Oltre allo spazio verde del tetto, all'esterno sul lato meridionale la scuola è dotata anche di un orto, un grande cortile.

photo: © Renaud Araud 


La struttura è quasi tutta interamente in legno, lo studio Tect, da anni progetta edifici sostenibili, utilizzando come elemento primario il legno. In questa scuola gli spazi interni sono dei semplici moduli rettangolari per le aule, le zone dormitorio, la biblioteca e gli altri servizi, dotati tutti di grandi finestre per far entrare la luce e stimolare i bambini a guardare fuori, proprio verso lo spazio verde.
Questi moduli interni con la loro struttura regolare marcano la differenza con la irregolarità degli spazi esterni che definiscono parte del landscape.


La scuola inoltre è dotata di pannelli solari, di un sistema di riscaldamento a legna, e le finestre sono state studiate per sfruttare l'illuminazione naturale.


photo: © Renaud Araud


Altro progetto che ho notato è una biblioteca per bambini a Monterrey, in Messico, progettata nel 2013 dallo studio Anagrama convertendo un'ex acciaieria in biblioteca e centro culturale.
Qui c'è un discorso di recupero industriale, un approccio per i più piccoli verso ciò che è antico, dismesso, stimolando quindi la percezione che possono avere i bambini nel vedere il contrasto tra i materiali nuovi con colori vivaci e la vecchia struttura della biblioteca dai toni neutri.
La nuova piattaforma asimmetrica simula la topografia del territorio montagnoso di Monterrey.



photo: © Caroga


Un'altro esempio di libreria è a Njoro, la Children’s Library in Tanzania, progettata da Patricia Erimescu.
Bisognava costruire una libreria per 408 bambini, alle pendici del monte Kilimanjaro, in una zona isolata, senza energia, una sfida per tanti bambini che hanno bisogno di leggere, non avendo libri a casa.
Una libreria alla quale gli stessi bambini hanno dato il loro contribuito lavorativo nella realizzazione, seguendo le indicazioni di Patricia Erimescu in collaborazione con la ONG di istruzione.
La libreria è stata costruita secondo la tradizione Masai, pensando soprattutto ai materiali in relazione al clima caldo, i muri sono stati costruiti in maniera tale da permettere la ventilazione, con spazi-interstizi di areazione tra i mattoni, e la pendenza del tetto, con l'ombra generata dagli alberi piantati lungo il perimetro, crea un passaggio di aria fresca.

photo: © Patricia Erimescu

photo: © Patricia Erimescu

 
 photo: © Patricia Erimescu



"Children’s Home of the Future" è un centro sociale di accoglienza per bambini emarginati, a Kerteminde in Danimarca, progettato dallo studio danese CEBRA.
Un edificio interpretato come "casa" cercando di ricreare un aspetto di vita quotidiano familiare per questi bambini emarginati.

photo: © Mikkel Gelo


Il progetto ha ripreso forme semplici e basilari di una semplice casa, così come la vedono e disegnano i bambini, ad esempio la classica forma rettangolare con un tetto triangolare, e partendo da questa ispirazione se ne è fatto un progetto, il loro progetto.




E poi ci sono piccoli progetti come questo, progetti speciali per persone che hanno un deficit dell'ormone della crescita e sono alti come i bambini. È un teatro, il Little Ant Shadow Play Theatre, costruito in Qianmen, a Pechino, realizzato gratuitamente dallo studio URBANUS , dalla progettazione ai materiali utilizzati che provengono da donazioni o riciclo.

 photo: © URBANUS


Un progetto entusiasmante, dove la troupe composta da burattinai di ombre, aiuta questo "piccolo popolo" nella ricerca della loro autostima, raccontando e mettendo in scena antiche storie cinesi.

photo: © URBANUS



E vi lascio con questa frase:
Impariamo a progettare per i bambini.
autore del post: arch. Susy Di Monaco
Gennaio 2017 © copyright "Architettura Take Away"

venerdì 21 ottobre 2016

New Look!





Architettura Take Away cambia look.
Nuovi post in arrivo!

giovedì 3 settembre 2015

Il fascino del Corten

Corten… un materiale che trovo affascinante, con quel particolare color ruggine e l'aspetto di logoro e vissuto nel tempo.
Corten, o Cor-Ten, CORrosion resistance + TENsile strength, un materiale davvero unico, che negli ultimi anni si è aggiudicato un rilievo notevole tra i materiali più utilizzati in restauri e ristrutturazioni, attirando l'attenzione proprio per le sue caratteristiche: un'elevata resistenza meccanica, un'ottima resistenza alla corrosione ed un valore estetico nel rispetto dei materiali antichi, il tutto con un vantaggio nei costi.
Brevettato nel 1933 negli Stati Uniti, da allora viene prodotto in tre tipi (A, B, C) in base alla composizione chimica ed allo spessore; solitamente il tipo A è quello che viene utilizzato nelle ristrutturazioni.
Vi posto di seguito alcuni esempi del suo impiego in ristutturazioni.

"Dovecote Studio" degli architetti Haworth Tompkins, è un esempio di come è stato utilizzato il Corten in una vecchia colombaia abbandonata. Gli architetti hanno inserito una piccola struttura, uno spazio per uno studio musicale interamente rivestito in Corten, nel vecchio recinto murario dell' antica colombaia.


Una piccola struttura che offre uno spazio musicale per il Campus fondato da Benjamin Britten, nel Suffolk. Lo spazio ha una vetrata che permette ai musicisti di suonare contemplando il paesaggio circostante, con vista sulle paludi.
Internamente è stato rivestito in legno di abete, offrendo così una buona acustica agli stessi artisti, e l'entrata sottolinea il passaggio dall'antico recinto alla nuova struttura.

Photo Copyright © Philip Vile
Architect: Haworth Tompkins


Altro esempio dell'utilizzo del Corten lo notiamo nel museo del sale "Salt Museum", in Francia,  nato dalle antiche saline di Salins Les Bains, utilizzate nel medioevo ma oramai dismesse dal 1942.
Gli architetti Malcotti, Roussey e Gheza, sono intervenuti risistemando queste antiche saline, inserendo nei manufatti antichi elementi nuovi, utilizzando l'acciaio Corten ben visibile nella facciata frontale nord, dove un blocco rivestito interamente di questo materiale fuoriesce a sbalzo tra le pareti originarie di una delle saline, marcando l'ingresso al museo.



Gli architetti hanno creato un percorso-passeggiata tra le saline, risistemando l'intera area.
In un'altra salina, destinata a ristorante-casinò, hanno ricostruito la facciata con un un doppio rivestimento, una grande vetrata affiancata da lamine di Corten lavorate artigianalmente,
creando così appositamente un gioco di contrasti nell'utilizzo del Corten, tra il volume semplice e netto dell'entrata del museo con questa facciata artistica-artigianale del ristorante.




Nel 2009 le saline di Salins les bains sono state inserite nel patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, insieme alle Saline Reali di Arc-et-Senans.

Photo Copyright © Nicolas Waltefaugle
Architects: Malcotti Roussey Architectes + Thierry Gheza
http://www.salinesdesalins.com/


"Kew House", dello studio londinese Piercy&Co., è una casa per famiglia.
È un intervento di inserimento di due volumi in acciao Corten dietro una quinta muraria del XIX secolo, in un'area a sud-ovest di Londra.


Nella progettazione degli spazi di questa casa, lo studio ha posto molta attenzione alla famiglia, pensando ad un equilibrio tra gli spazi tranquilli e quelli sociali, sistemando percorsi-collegamenti tra le varie zone della casa, come ad esempio lo spazio vetrato che collega i due volumi, uno spazio che  che permette anche di far entrare molta luce.



Quest'inserimento è simile al primo intervento che ho postato, una nuova struttura in corten dietro un recinto murario antico.
E per dare un'occhiata all'intero progetto, vi inserisco un link:
http://www.piercyandco.com/

Photo Copyright © Piercy & Company
Architects: Piercy & Company-Architect's Studio


Nel "Raif Dinçkök Yalova", un centro culturale in Turchia, l'acciaio Corten è stato utilizzato in pannelli come una pelle di rivestimento alla struttura.
Gli architetti dello studio Emre Arolat Architects hanno voluto dare un aspetto industriale alla struttura, come di superficie arrugginita, per contestualizzare l'edificio nella cittadina di Yalova, dove i cittadini sono circondati da aree industriali.
I pannelli sono poi stati perforati sia per esigenze tecniche di ventilazione, sia per avere un effetto notturno suggestivo visto che la luce, passando attraverso i fori, crea un effetto tendina trasparente.


Photo Copyright © Emre Arolat Architects
Architects: Emre Arolat Architects


E questi sono solo alcuni dei tantissimi esempi dell'utilizzo del Corten che ripeto, a mio avviso, è un materiale davvero affascinante.
Esistono anche vari falsi Corten in commercio, ma l'originale è sempre accompagnato dalla certificazione.
Infine vi lascio un link dove potrete apprezzare varie immagini con l'utilizzo di questo materiale.

http://www.pinterest.com/dezeen/corten-steel

venerdì 6 marzo 2015

Affacciamoci!

Affacciatevi, non dalle solite finestre, ma dai point to watch, dagli overlook, dai miradores e belvedere sparsi per il mondo.
Punti panoramici unici, che si espongono con strutture aggettanti incredibili nei landscape, o semplicemente che sono arroccati su una montagna, fiordo, scogliera e persino cratere vulcanico.
Molti di questi miradores sono situati in Sudamerica, forse perchè gode di spettacolari punti di vista paesaggistici, altri overlook li ho trovati sparsi in Norvegia, sui bellissimi fiordi, ed altri ancora in diverse zone del mondo che offrono incantevoli viste.

Ed ora affacciamoci in Cile (Sudamerica), siamo sull'osservatorio "Mirador Pinohuacho" in Villarrica,   costruito su un'area di 26 mq.


Progettato da Rodrigo Sheward dell'università di Talca, è stato realizzato nel 2006 per riconvertire un territorio devastato dallo sfruttamento del legname e dalla lava vulcanica che ha rovinato le zone agricole.
Un territorio, quindi, che si è dovuto reinventare.
Nella costruzione del mirador, sono stati riciclati i legni già tagliati ed abbandonati durante la deforestazione, è stata utilizzata manodopera locale e sono stati gli stessi abitanti a tagliare i tronchi.


Il Mirador sorge in una zona panoramica particolare, è organizzato con due punti di vista, uno guarda verso il vulcano Villarrica, l'altro verso i laghi Calafquén e Panguipulli.
D'estate serve come riparo per i cacciatori di cinghiali, e d'inverno come rifugio per gli escursionisti.
L'Università di Talca per realizzare questo progetto si è mantenuta fedele al suo credo: "llevar la arquitectura donde no la hay" (portare l'architettura dove non c'è).



Photo Copyright © Grupo Talca
Arquitecto: Rodrigo Sheward
Profesor Guía: Germán Valenzuela
Participantes en la construcción: Pedro Vázquez, Carlos Vázquez, Danilo Vázquez, Miguel Vázquez, Pablo Vázques, Hugo Vázquez, Rodrigo Sheward



Ora siamo in Jalisco, México e ci affacciamo dal mirador, "Las Cruces".
Costruito nel 2010 su 140 m² dagli architetti cileni Elemental, questo mirador aveva bisogno di due punti di osservazione per le due tappe fondamentali della "Ruta del Peregrino", un cammino religioso meta turistica di questa regione.
Così nacque l'ispirazione per una struttura monolitica con osservazione bilaterale, nelle due direzioni; sulla valle e sulle croci del pellegrinaggio, le due tappe del percorso.
Il mirador si compone quindi di due parti, delle quali una è sistemata sul terreno, e l'altra con uno sbalzo si proietta sulla valle.
Ambedue le aperture dei volumi sembrano incorniciare il paesaggio, come grandi finestre.


Photo Copyright © Iwan Baan-Elemental
Arquitectos: Elemental
Team: Alejandro Aravena, Diego Torres, Victor Oddó, Juan Cerda, Gonzalo Artea, Cristian Martínez, Fernando García


Questa volta invece siamo sul cratere del vulcano del Quilotoa, in Ecuador, sul mirador "Shalala", situato sulle Ande, a 3974 metri sul livello del mare, una posizione inedita rispetto agli altri miradores.
Costruito sul bordo del cratere dal diametro di 3 km, questo mirador ha una struttura in legno e vetro con duplice funzione: affaccio nella parte superiore con uno sbalzo sul vulcano, e punto di sosta-contemplazione sulle gradinate sottostanti, una posizione davero strategica per i turisti che arrivano in questa zona ad ammirare il bellissimo cratere.



E se volete dare un'occhiata all'intero progetto, vi lascio questo link: mirador en shalala


Photo Copyright © Lorena Darquea, Daniel Moreno Flores
Architects: Jorge Andrade Benítez-Javier Mera Luna-Daniel Moreno Flores.
Collaborators: Manuel Galárraga, María Paz Villagomez, Diana Callejas, Christian Rea, Natalia Dueñas, Juan Carlos Cisneros



Ed ora ci spostiamo in nord Europa, sui bellissimi fiordi norvegesi.
Siamo sul fiordo Geiranger Fjord, nella valle del Trollstigen (la scala dei troll), qui vi è una delle strade più ripide al mondo, con pendenza del 9%.
Una serie di sentieri su vari dislivelli ci portano fino a questo outlook point, progettato nel 2012 da Reiulf Ramstad Architects.
È un percorso turistico straordinario che fa parte del national tourist routes project, un circuito turistico di 66 miglia attraverso i fiordi del Trollstigen, circondato dalle montagne Kongen (il Re), Dronningen (la Regina) e Bispen (il Vescovo), un percorso organizzato con terrazze e punti panoramici che affacciano sui fiordi.
Il progetto di Reiulf Ramstad, oltre l'outlook point ed il percorso, comprende anche un centro visitatori, un ristorante ed una galleria espositiva.
Il progetto ha ricevuto il premio di architettura contemporanea "Mies Van Der Rohe Award".





Copyright © Reiulf Ramstad Arkitekter AS
Photo Copyright © Diephotodesigner.de
Architects: Reiulf Ramstad Architects
Project team: Reiulf D Ramstad, Christian Fuglset, Anja Strandskogen, Christian Dahle, Nok Nimakorn


Vi lascio alcuni link dove potete visionare altre foto e trovare ulteriori info su questo progetto.
http://www.nasjonaleturistveger.no/no/presse/nyheter/arkitekturpris-til-trollstigen
http://www.dezeen.com/2012/07/07/trollstigen-by-reiulf-ramstad-architects/


Ora siamo sul fiordo di Aurland, in Norvegia, a 640 metri di altezza.
"Aurland lookout", costruito nel 2006 dagli architetti Saunders e Wilhelmsen, ha una struttura in legno di pino e acciaio galvanizzato, un affaccio sicuramente scenografico, con la sua struttura che sembra buttarsi a capofitto nel paesaggio circostante.
Anche questo progetto fa parte di un programma nazionale di itinerari turistici commissionato dal Dipartimento delle autostrade norvegesi.



Copyright © Saunders e Wilhelmsen
Photo Copyright © Bent René Synnevåg, Nils Vik


Ed ora siamo sulla piattaforma-belvedere "Gudbrandsjuvet", sulla gola del fiume Valldøla, sempre in Norvegia.
Un posto davvero bello per il fiume che ha eroso la roccia, creando una gola e formando varie cascate, anche questo belvedere fa parte di un percorso turistico norvegese.
Progettata dagli architetti norvegesi Jensen & Skodvin, la piattaforma a sbalzo è una lastra di acciao tagliata al laser che si connette direttamente al ponte.

Un'antica leggenda narra che questo burrone prese il nome da un uomo chiamato Gudbrand, che nel 1500 rapì una donna della quale era innamorato. Per scappare dai suoi inseguitori si tuffó nella gola del fiume. L'uomo fu così sempre ricercato, anche se dicono che visse il resto della sua vita in una capanna di pietra in una delle valli laterali sopra Gudbrandsjuvet, mentre della sua amata non fu trovata nessuna traccia.



Photo Copyright © Jensen & Skodvin Arkitektkontor


E come ultima tappa ci spostiamo in Spagna, siamo sul mirador "Paratge de Tudela-Culip", a Cap de Creus (Girona).
Questo mirador è nato come progetto di recupero della costa di Cap de Creus, in questa zona sorgeva un villaggio turistico che fu dismesso dopo che la zona fu dichiarata parco naturale. Vista la bellezza ed unicità paesaggistica di quest'area, pensarono di creare un mirador ed un percorso turistico con pannelli informativi.
La natura morfologica del luogo è singolare, il vento ha plasmato nei millenni le rocce, infatti a varie rocce erose sono state attribuite delle figure.
Lo stesso Dalì riconobbe il luogo incredibilmente bello.
Gli architetti paesaggisti dello studio EMF, hanno pensato di organizzare il mirador con due blocchi-belvedere che incorniciano punti strategici di Cap de Creus.




© Domènec Ribes Mateu
Copyright © EMF Estudi
Autores: EMF Estudi Martí Franch, J/T Ardèvol.Ton Ardèvol.
Colaboradores: M. Bianchi, M. Batalla, A. Alvarez, G. Batllori, C. Gomes, A. Lopez, L. Ochoa


E vi lascio con questa dedica di Dalí a questo meraviglioso paesaggio.
"Aquesta part compresa entre el Camell i l'Àguila que tu coneixes i estimes tant com jo mateix és i ha de continuar per sempre essent geologia pura, sense res que pugui mixtificar-ho; en faig qüestió de principi. És un paratge mitològic que és fet per a déus més que per a homes i cal que continuï tal com està".
-Salvador Dalí.

(Questa parte compresa tra il Cammello e l'Aquila che tu conosci e ami come io stesso amo, deve continuare a essere per sempre geologia pura, senza niente che possa alterarlo, ne faccio una questione di principio. È un luogo mitologico fatto per dei più che per uomini e dovrebbe continuare a essere com'è.)


link dove potete continuare questa passeggiata naturalistica al Cap de Creus:
http://elracodelpare.blogspot.it/2013/04/si-em-voleu-acompanyar-pel-paratge-de.html
http://www.sociedadgeologica.es/archivos_pdf/gdia14gui_girona.pdf
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